Black friday: quando nero è bello… anche da mangiare!

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Come ogni anno, anche se mancano ancora tre settimane, si inizia a parlare di Black Friday…  Il “venerdì nero” viene all’indomani dell’americanissimo “Giorno del Ringraziamento”. Fin dagli anni sessanta è il giorno in cui i negozianti americani propongono sconti speciali allo scopo di favorire lo shopping e dare il via alle spese natalizie. il nome si deve al fatto che nel linguaggio della contabilità si usava  inchiostro rosso per i conti in perdita e quello nero per i conti in attivo. E nel venerdì dopo il ringraziamento, grazie a queste promozioni, le entrate e la contabilità in inchiostro nero salivano alle stelle.

Contrariamente all’immaginario collettivo il nero assume inquesta circostanza una connotazione positiva. eppure psicologicamente il nero rappresenta la negazione, il no incondizionato, il rifiuto,  il nero è l’assenza di luce, il buio ed il vuoto.

Il potere della moda è della comunicazione è quello di capovolgere i significati e generare nuovi bisogni, così anche il nero entra in cucina e negli alimenti con la promessa di un potere benefico.

E’ strano e un pò “marziano” scoprire che una recente indagine di Uber Eat collochi il cibo nero tra i dicei alimenti più richiesti a Milano, Bruxelles, Amsterdam, Varsavia, Lisbona, Vienna e Stoccolma.

Ubiquitario perchè non legato a particolari luoghi di origine o stagione è  il pane a base di carbone vegetale o carbone attivo.

C’è chi dice sì…

C’è chi dice noooo….

La polemica tra sostenitori e detrattori è risolta in ambito legislativo:

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), a seguito di apposita valutazione scientifica, ha concluso che il carbone vegetale (E 153) utilizzato come colorante negli alimenti non presenta problemi di sicurezza (a condizione che gli idrocarburi policiclici aromatici eventualmente residuati nell’additivo siano inferiori a 1,0 μg/kg).

Esiste anche un apposito claim:

“Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale”. Questa dicitura può venire impiegata nell’informazione commerciale (etichette, cartelli sui punti vendita, pubblicità anche su internet e social network) “solo per un alimento che contiene 1g di carbone attivo per porzione quantificata. L’indicazione va accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 1g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1g subito dopo il pasto” (reg. UE n. 432/2012).

Allora sì… ma non per tutti… bisogna ricordare che il carbone vegetale ha una struttura porosa che lo rende particolarmente efficace come adsorbente nei confronti di liquidi e gas (di qui la papacità di ridurre il gonfiore intestinale e la flautolenza), ma anche di altre molecole come i farmaci, rendendoli indisponibili allo scopo terapeutico, o come le vitamine, indispensabili per l’organismo, specialmente nei bambini ed adolescenti.

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

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